UN CANTIERE COSTANTE

100 anni di attività. 100 anni di costruzioni, di progettazioni, di sfide. Un racconto che parte dalle origini, dai cantieri di Borio Mangiarotti, e che si sviluppa attraverso l’evoluzione delle costruzioni, dei metodi, delle tecnologie e dei materiali.

Anni ’20 

RISTRUTTURAZIONE DEL MAJESTIC HOTEL DIANA
Viale Piave, Milano 

Progetto: Arch. Giuseppe De Finetti 

1926–1930

Nato come piscina comunale per l’alta borghesia milanese, la struttura viene trasformata nell’Hotel Diana nel 1909–1910 grazie al pro-getto dell’ingegnere Achille Manfredini. 
Nel 1926 inizia un’importante opera di ristrutturazione a cura dell’architetto Giuseppe De Finetti che durerà fino al 1930: in particolare i lavori interessano gli impianti tecnici, sanitari e idraulici, le camere, le sale di ricevimento e soggiorno. 
Di notevole rilevanza è la riforma del sistema dei saloni al piano terra, nei quali, oltre alle nuove decorazioni, viene aggiunta una nuova sala semicircolare ampiamente finestrata e rivolta verso il giardino.

Anni ’30 

STABILIMENTO A. TONOLLI & C.
Paderno Dugnano

Progetto: Ing. Aldo Gianni 

1938–1941

Durante gli Anni ’30 viene costruito lo stabilimento Tonolli, progettato dall’ingegnere Aldo Gianni. La struttura comprende un fabbricato per gli uffici e gli alloggi dei lavoratori, una strada e un piazzale da cui si accede e un rifugio antiaereo.
Rappresenta uno dei primi esempi di edilizia con componenti prefabbricate, che vengono utilizzate per la copertura di capannoni a ven-tuno, dodici e otto capriate.
Questi pezzi sono creati armando e gettando il calcestruzzo all’interno di casseformi sovrapposte che permettevano di produrre tre o quattro capriate per volta, che venivano successivamente disarmate e poi montate attraverso delle gru poste al piano di copertura.


Anni ’40

TRE GRUPPI DI FABBRICATI INDUSTRIALI NELLO STABILIMENTO PIRELLI ALLA BICOCCA
Sesto San Giovanni, Milano

Progetto: Ufficio Tecnico Pirelli

1939–1945

All’alba degli Anni ’40 Pirelli inizia la costruzione di tre grandi reparti in Bicocca, ancora oggi presenti nonostante le molteplici modifiche apportate allo stabilimento nel corso del tempo. In particolare, il primo ad essere costruito è il fabbricato 143, verso viale Fulvio Testi, mentre il più esteso è il 157, caratterizzato da ampie vetrate con lunghe sequenze di aperture rettangolari alte 15 metri. Come gran parte del-le costruzioni della “cittadella” Bicocca anche questi gruppi sono strutturati con travi e pilastri in cemento armato e copertura a capriate. Dopo la guerra vengono fatti ulteriori lavori. Nel 1945 vengono sistemate la cucina e il refettorio degli operai nel fabbricato 105 e, nel 1952, nel corpo centrale è stato completato il reparto 43 e il sistema fognario del reparto 11.

Anni ’50

EDIFICI INA-CASA e IACP NEL QUARTIERE BAGGIO II
Via Forze Armate 202/2, Milano

Progetto: Arch. Ezio Cerutti, Ing. Aldo Putelli, Studio Sociale di Architettura

1951–1952

Baggio II è un quartiere realizzato per far fronte alla grande domanda di case dovuta ai flussi migratori postbellici e rappresenta il primo esempio di quartiere autosufficiente.
Al progetto, realizzato congiuntamente da INA-Casa e IACP Milano, hanno lavorato professionisti già esperti nella realizzazione di case popolari. Le costruzioni sono caratterizzate, da un lato, da una “lottizzazione razionale”, con gli edifici sorti intorno ad aree verdi come gli asili, le scuole, la parrocchia; dall’altro lato si riscontra una certa “umanizzazione” dei tratti sterili tipici dei quartieri popolari, grazie all’introduzione di alcuni elementi come tetti, cornici aggettanti, grondaie, finestre verticali. Un progetto rilevante anche per l’introduzione e la sperimentazione di nuovi sistemi industriali quali: i blocchi brevetto ABRO per murature perimetrali e di colmo in calcestruzzo, i solai SAPAL, le scale in graniglia prefabbricate e, nel settore dell’impiantistica, i blocchi idrico-sanitari brevetto Togni per bagni e cucine.

Anni ’60

AUTOSILO
Via Santa Sofia 8-10, Milano

Progetto: Ing. Giuseppe Invitti

1967–1968

Progettato dall’ingegnere Giuseppe Invitti, l’au-tosilo, ubicato in un cortile interno di via Santa Sofia, è costituito da una grande vasca di 1.700 mq di superficie e di 23 metri di profondità. Si tratta di un’opera di enorme complessità: 350 posti macchina, servizio automatico di smista-mento delle vetture mediante torri scorrenti su binari, rampe di accesso e di uscita, un salone di servizio, spazi per uffici, per i servizi e per una centrale elettrica. 
L’autosilo è realizzato con paratie sistema SI-COS e solettone di fondo in cemento armato entro cui si inseriscono le strutture di pareti e solette. Queste delineano in orizzontale e in verticale gli spazi per i box e sono staticamente solidali con l’involucro esterno, ma da esso se-parate mediante un intercapedine perimetrale contenente scalette di ferro e ripiani pedonabi-li muniti di griglie per l’aerazione.

Anni ’70 

QUARTIERE RESIDENZIALE "LE AZALEE"
Caiello, Gallarate (Varese)

Progetto: Arch. Maria Rosa Zibetti Ribaldone, Arch. Enrico Langini, Ing. Giovanni Moglia

1978–1980

Primo esempio di edilizia convenzionata in diritto di superficie con concessione per 99 anni (legge 865 del 22 ottobre 1971), il quartiere (40.269 mq) si sviluppa tra numerosi percorsi pedonali, comode vie di accesso per le vetture, box sotterranei e una ricca varietà di servizi essenziali che spaziano dai negozi al verde attrezzato. 
Gli edifici, a impianto rettilineo, sono raggruppati a incroci ortogonali, con un’area centrale alberata e attorniata da porticati che consentono di passare da un palazzo all’altro attraverso un percorso pedonale coperto.
All’interno dell’area sono presenti 323 alloggi di diverse tipologie con dimensioni che variano da 45 mq a 110 mq. Ogni appartamento dispone inoltre di un doppio affaccio e di balconi che vivacizzano l’aspetto del quartiere.


Anni ’80

RISTRUTTURAZIONE E NUOVO EDIFICIO RESIDENZIALE
Via Arena, angolo Via Panzeri, Milano

Progetto: Arch. Gianemilio e Piero Monti

1986

Ubicato in una zona centrale della città, l’edi-ficio tra via Arena e via Panzeri è sottoposto, negli Anni ’80, a un’importante ristrutturazione basata sul progetto dello studio G.P.A. Monti. Nonostante lo stato di profondo decadimento in cui versa l’edificio a causa dell’incuria e di alcuni interventi fatti, il palazzo presenta in-teressanti elementi architettonico-ambientali che sono stati recuperati e valorizzati grazie a questo intervento: ne sono un esempio le co-lonne di granito che caratterizzano il porticato sul cortile interno, tipiche di molte abitazioni milanesi, che sono state recuperate dai pro-gettisti mantenendo intatta la loro identità ma aggiungendo un tocco di modernità.

Anni ’90

AUTORIMESSA INTERRATE SU TRE PIANI
Via Mascagni, Milano

Progetto: Studio di Architettura EKOS, Arch. G. Veneziani & C. S.r.l

1991–1994

Sono anni in cui l’azienda diversifica la propria attività cimentandosi nella costruzione di numerosi parcheggi sotterranei, un’attività che prevede uno studio approfondito di soluzioni tecnologiche sempre più complesse soprattutto dal punto di vista della logistica di cantiere e della viabilità provvisoria di superficie. Il primo progetto è il parcheggio in via Mascagni, un’autorimessa di tre piani con una capienza di 900 posti auto.

Anni 2000

VILLAGGIO BARONA
Via E. Ponti/Via B. Zumbini/Via I. Svevo, Milano

Progetto: Arch. Pier Luigi Saccheri

Committente: Fondazione Attilio e Teresa Cassoni

2002–2008

Il Villaggio Barona rappresenta il primo progetto di housing sociale a Milano: un nuovo modo di concepire e strutturare gli spazi comuni e quelli privati, in cui tutto è guidato dalla funzione sociale.
All’interno del Villaggio convivono varie realtà: edifici per la residenza sociale, organizzati su due strutture allineate per un totale di 82 appartamenti di diverse metrature, una galleria commerciale coperta, giardini e parchi di quartiere, una palestra, un ristorante, un auditorium, una biblioteca e un anfiteatro. Oltre a queste è presente anche un pensionato sociale integra-to suddiviso in cinque nuclei indipendenti adatti ad ospitare dalle venti alle trenta persone in camere doppie e singole, con spazi comuni come ad esempio la sala lettura e tv, liberamente fruibili dagli ospiti.

Anni 2010

COMPLESSO RESIDENZIALE MIWEST
via F. Parri, Milano

Progetto: Arch. Gilberto Arnaboldi

Committente: Fondazione Attilio e Teresa Cassoni

2010–2013

COMPLESSO RESIDENZIALE PARRI SUD, 
via Parri, Milano

Progetto: Susanna Rosellini

2011–2015

Su via Parri, due sono gli interventi realizzati: uno a nord e uno a sud. L’intervento a nord comprende la realizzazione di edifici residenziali a sette piani e di parchi collegati tra loro. Il progetto prevede la costruzione di tre blocchi distinti ma uniti dallo stesso stile architettonico. Ogni blocco comprende residenze convenzionate, spazi per le auto e spesso al piano terra, oltre agli ingressi, sono presenti unità abitative con terrazzo o giardino di proprietà. Le facciate degli edifici sono di color sabbia con un elemento verticale di colore grigio che ospita i balconi e che uniforma i tre blocchi e le varie tipologie.
Il progetto a sud di via Parri prevede due diverse linee di sviluppo. Sul fronte nord, troviamo edifici in linea aggregati, che formano un unico prospetto curvilineo. Questi palazzi sono caratterizzati da sette piani abitabili e un piano sottotetto arretrato. Sul fronte sud troviamo invece la realizzazione di edifici a pianta quadrata e di sei piani abitabili ma sfalsati tra di loro, diversamente da quelli del progetto a nord che sono compatti.