GLI INTERNI. LA VITA DENTRO CASA

Mentre si moltiplicano in tutta Milano i parchi, le pedonalizzazioni e le nuove piazze, temporanee o permanenti, sfuma rapidamente nell’immaginario collettivo la percezione, un tempo radicata, del capoluogo lombardo come città priva di spazi pubblici. È vero, d’altra parte, che Milano ha una lunga tradizione di costruzione di interni di qualità, nati anche per sopperire alle mancanze di un contesto urbano più funzionale che confortevole. Sono interni in senso lato i cortili in cui si svolgeva la vita collettiva delle grandi case operaie di ringhiera; e lo sono anche le fastose portinerie ed ingressi a cui Taschen ha recentemente dedicato una preziosa pubblicazione (Karl Kolbitz, Ingressi di Milano, 2017). Nel corso del XX secolo e fino ad oggi, l’abitazione borghese e alto borghese è stata uno dei temi ricorrenti nella progettazione degli interni di Milano. La breve raccolta presentata in queste pagine racconta le evoluzioni, le varianti, le convenzioni e le stravaganze che hanno segnato la storia della casa milanese negli ultimi cent’anni.

Anni ’20 

CASA DELLA MERIDIANA
Via Marchiondi 3, Milano 

Progetto: Giuseppe De Finetti 

1925–1926

Sono destinati alla borghesia benestante i cinque appartamenti della Casa della Meridiana, progettata da Giuseppe De Finetti all'interno di un antico giardino in zona Porta Romana. 
Nell’articolazione dei volumi e degli spazi interni dell’edificio si nota l'influenza di Adolf Loos, il maestro austriaco di De Finetti; nelle sue decorazioni, scarne e di ascendenza classica, quella dello “stile Novecento” in voga a Milano all’epoca. 
Non esiste un vano scale: si accede ad ogni appartamento direttamente dall'ascensore.

Anni ’30 

CASA CORBELLINI-WASSERMAN
Viale Lombardia 17, Milano 

Progetto: Piero Portaluppi

1934–1936

Negli Anni ’30, Piero Portaluppi si fa portavoce a Milano di un gusto eclettico, che integra accenti déco e razionalisti. Lo testimoniano gli interni che realizza per l’alta borghesia della città: tra i tanti, la Casa Crespi di corso Vene-zia (1927–1930), la Casa Radici-Di Stefano di via Jan (1929–1931) e la casa Corbellini-Wasserman di viale Lombardia. Qui, nell’immobile d’affitto s’incastona la residenza signorile dei committenti, sconfinato appartamento su due piani ricco di marmi pregiati ed arredi disegnati su misura.


Anni ’40 

CASA ALBINI
Via De Togni, Milano 

Progetto: Franco Albini

1940

L’appartamento progettato da Franco Albini per la sua famiglia raggiunge la configurazione che mostrano le fotografie d’epoca poco prima del-lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Secondo un approccio tipico del razionalismo italiano, Albini crede nel dialogo tra storia e modernità: tra le tele antiche, variamente intelaiate e sospese, spicca l’audace tensostruttura della libreria del soggiorno. La leggenda vuole che lo stesso Albini raccontasse divertito del crollo improvviso dello scaffale, appena assemblato.


Anni ’50 

APPARTAMENTO MINOLETTI
Corso di Porta Romana, Milano 

Progetto: Giulio Minoletti

1959

Giulio Minoletti e Ignazio Gardella furono per lungo tempo vicini di casa, nei due condomini adiacenti che progettarono nell’antico Giardino d’Arcadia, in zona Porta Romana. L’appartamento di Minoletti è concepito come una lussuosa “villa sul tetto”, su due livelli, ricavata all’interno delle falde in pendenza imposte dal regola-mento edilizio. Il lusso, qui, non è solo quello dei marmi, delle impiallacciature in noce, degli ar-redi d’autore. In piena Milano, le terrazze di casa Minoletti sono uno spazio panoramico, verdeggiante, persino dotato di una piccola piscina, un buen retiro urbano ma lontanissimo dalla città.


Anni ’60 

CASA BLU
Milano 

Progetto: Nanda Vigo

1967–1972

Accardi, Baj, Cascella, Dorazio, Fontana, Pomodoro, Schifano: sono gli autori di alcune delle opere esposte all’interno della Casa Blu di Nan-da Vigo. Artista e designer, nella seconda metà degli Anni ’60 Vigo realizza a Milano una sorprendente sequenza di appartamenti monocromatici (blu, ma anche bianco, giallo, nero). Sono spazi domestici sperimentali, introversi, onirici, i cui confini sono smaterializzati dal colore e dalla luce. Solo quella artificiale, però, perché tutte le finestre sono oscurate, e la città dimenticata.


Anni ’70 

APPARTAMENTO AULENTI
Via Fiori Oscuri, Milano 

Progetto: Gae Aulenti 

1974

Negli Anni ’70, Gae Aulenti ristruttura per sé stessa un appartamento in un palazzo settecentesco di via Fiori Oscuri, all’ombra dell’Accademia di Brera. La casa si organizza attorno alla grande zona giorno a doppia altezza, attraversata da una passerella in quota. Nel tempo, l’architetta friulana arricchisce questo spazio di un’ampia collezione di pezzi di design ed opere d’arte, oltre che di molti oggetti da lei disegnati. In questo ambiente di gusto eclettico ha sede oggi l’Archivio Gae Aulenti.

Anni ’80 

CASA INSINGA
Milano 

Progetto: Umberto Riva

1987-1989

Secondo Gabriele Neri, negli interni di Umberto Riva «i muri perimetrali offrono dei suggerimenti e diventano gli interlocutori di un dialogo spesso acceso, a volte conciliante, raramente acritico». Da questa conversazione derivano le geometrie complesse degli appartamenti pro-gettati da Riva, percorsi da linee curve o spezzate, arricchiti da angoli acuti e da sporgenze e rientranze inattese, disponibili ad essere interpretate dagli abitanti. Casa Insinga, a Milano, è uno degli esempi più compiuti di questo approccio.

Anni ’90 

CASA DI LIBRI
Milano 

Progetto: Rosanna Monzini

1993

«È facile farsi una casa con dentro una biblioteca. Ma una biblioteca con dentro una casa?». L’ha realizzata Rosanna Monzini a Milano, alme-no secondo Marianna Contafiaba, che nel 1993 pone questa domanda ai lettori di Abitare. Su richiesta di committenti “bibliomani”, Monzini trasforma la soffitta di una casa di ringhiera in un appartamento che ruota attorno ad «un grande locale pieno di libri». I ballatoi, le scalette di ferro, i patii in quota e tutte le stanze sono pensati innanzitutto come luoghi ideali dove passeggiare o riposarsi, sempre con un volume in mano.


Anni 2000 

APPARTAMENTO PRIVATO
Milano 

Progetto: Piero Lissoni / Lissoni Associati

2006-2007

A metà degli Anni 2000 Lissoni Associati, lo studio di Piero Lissoni, progetta un grande appartamento nel cuore di Milano. Vi si mescolano soluzioni di chiaro stampo minimalista, ad esempio l’utilizzo insistito del bianco quale fondale uniforme di tutti gli ambienti, e sperimentazioni più audaci e quasi illusionistiche. In particolare, la libreria dell’ingresso e altri arredi e partizioni su misura, realizzati in lastre di vetro trasparente, sono diaframmi eterei che smaterializzano i confini reali dello spazio interno.


Anni 2010 

APPARTAMENTO A MILANO JENNER
Milano 

Progetto: Dimore Studio

2017

È “senza censure” l’estetica degli interni di Dimore Studio, nelle parole dei suoi fondatori Emiliano Salci e Britt Moran. Nell’appartamento a Milano Jenner, come in tanti altri progetti, le atmosfere dei diversi ambienti si costruisco-no più per addizione che per sottrazione, con la curiosità eclettica del collezionista, senza vincoli imposti a priori. Oggetti vintage e contemporanei, superfici antiche e di nuova realizzazione si fondono in ambienti esuberanti, dove la coordinata del tempo perde importanza a favore di quella del gusto.