I PALAZZI. TUTTI GLI ANGOLI DELLA CITTA'

Foto DSL Studio
Testi tratti da Borio Mangiarotti 1920-2015, 
a cura di Raffaella Poletti, 2014

L’evoluzione di una città dipende da molti fattori. C’è la storia, il passare del tempo, il solco e le nervature che crea. Nella città tutto questo si trasforma in scelte architettoniche, urbanistiche, stradali. La città cambia e si trasforma grazie a come la modellano le persone che la vivono e alle esigenze che cambiano. I palazzi che Borio Mangiarotti ha costruito dal 1920 a Milano riescono a rendere esplicito questo muoversi del tempo e delle cose, delle persone e delle loro abitudini. Milano infatti è una città che ha sempre messo al centro il fare, provando a renderlo più facile, più reticolare, più concreto. A seguire, una selezione di dieci palazzi che non soltanto riescono a incarnare le direttrici dei cento anni di lavoro di Borio Mangiarotti, ma anche l’architettura stessa della città. I materiali scelti, le zone di sviluppo edilizio cambiate ed evolute negli anni, il recupero e la riqualificazione di strutture preesistenti. E poi le tipologie dei palazzi, che hanno sempre spaziato dal residenziale al commerciale e che nel loro insieme dimostrano come anche l’economia e il lavoro della città si siano come sempre plasmati su ciò che rende una città viva: l’essere diretta emanazione dei suoi cittadini e di chi la abita, anche solo di passaggio.

Case INCIS
Viale Brianza 20/22

1928–1929

Progetto: Giovanni Broglio

Tra via Mauro Macchi e Settembrini, le case commissionate dall’Istituto Nazionale Case per Impiegati dello Stato sono state costruite alla fine degli Anni ’20 e per l’appunto destinate ad abitazioni per gli impiegati statali. Impreziosita dal decoro del basamento a bugne squadrate, l’architettura nel suo complesso è contraddistinta da uno stile sobrio e pulito, che però porta al suo interno novità, come l’introduzione di lesene decorative in cemento in corrispondenza del corpo centrale, oltre alle balaustre sagomate dei balconi al primo piano e le finestre termali sopra i portoni.

Case di abitazione piazza Duse 2

1933-1934

Progetto: Gigiotti Zanini

Commissionata dai Fratelli Civita all’inizio degli Anni ’30, la casa di piazza Duse concretizzava la quintessenza del concetto di ciò che una classe alto-borghese e di avanguardia intendeva per alloggio moderno e di prestigio. Il progetto di Gigiotti Zanini si inseriva in una piazza tardo-liberty e neomanierista e proponeva un edificio lineare, stilizzato secondo i dettami viennesi e vivacizzato dai personali e inconsueti accostamenti cromatici. Cinque scale, dieci ascensori e un montacarichi, locali attrezzati con casseforti a muro, cucine già munite di frigorifero e aspiratori secondo il modello americano, una speciale serra per coltivare le orchidee collocata sul tetto costituivano gli attributi della modernità e del comfort destinati ad una élite di inquilini.

Rimessa e officina per filovie ATM
Viale Zara, ang. Viale Stelvio

1940-1941

Progetto: Giuseppe Casalis

Un’ampia rimessa per filovie, destinata ad un settore in espansione dei trasporti urbani ed integrata a una vicina sottostazione elettrica. Il complesso comprende un edificio a sette piani, con un corpo più basso, adibito a ufficio e attività ausiliarie di servizio, e la rimessa vera e propria, affacciata su viale Zara con un lungo fronte inframezzato da gruppi di strette e alte aperture. La funzionalità si unisce al decorativo, grazie alla scelta dei materiali: rivestimento in clinker per l’edificio più alto, basamento in ceppo, intonaco chiaro e cemento a vista lavorato con un leggero disegno a riquadri. La costruzione della rimessa è invece formata da quattro lunghe campate, la cui copertura impiega travi curve in laterizio armato.

Casa in condominio
Viale Vittorio Veneto 16

1950-1951

Progetto: Guglielmo Ulrich

Lo stabile, ad uso abitazione, negozi ed uffici è costituito da tre corpi di fabbrica. Tutti i fabbricati hanno una struttura in cemento armato e solette in laterizio. Il fronte è giocato su una maglia regolare di orizzontali e verticali, con variazioni ritmiche nella disposizione dei balconi, tutti mantenuti a filo di facciata. A uno zoccolo in granito si susseguono in altezza pareti a intonaco e parapetti in vetro, fino all’ultimo piano, arretrato e dotato di balconata continua.

Chiesa e complesso parrocchiale dei SS. Giovanni e Paolo
Via Maffucci

1964-1965

Progetto: Luigi Figini e Gino Pollini

Lo studio dello spazio interno come principio generatore del progetto caratterizza il com-plesso dei SS. Giovanni e Paolo. La pianta libera, articolata da una serie di aggetti e rientranze, genera all’esterno un incastro di parallelepipedi che danno origine a diverse visuali, ma nello stesso tempo a confini prospettici precisi. I muri sono pieni e continui, quasi sempre privi di sforature ed accomunati dal materiale impiegato: il mattone, tipico della tradizione lombarda. Inoltre, le murature in laterizio si integrano a strutture in cemento armato che, se in alcuni casi possono essere strutturalmente impegnative – come nel soffitto a soletta piena e grandi nervature nel salone seminterrato –, in altri riescono a generare suggestivi effetti estetico-ambientali.

Quartiere residenziale IACP Gescal 
Locate Triulzi

1972-1974

Progetto: Giorgio Morpurgo, Novella S. Tutino, Vittorio Korach, Vittore Ceretti, Egon Cegnar, Alberto Favali

Sette edifici per complessivi 50mila metri cubi e 154 appartamenti compongono il quartiere IACP di Locate Triulzi, che si distribuiscono in due gruppi attorno ad aree verdi separate da una strada di accesso veicolare. La struttura dei fabbricati, tutti di quattro piani, è costituita da pilastri e muri in cemento armato, così come i corpi scala, che si caratterizzano anch’essi per avere strutture verticali costituite da muri in cemento armato. Il calcestruzzo non è tuttavia solo una componente della struttura interna degli edifici, ma individua anche la loro configurazione esterna, stendendosi a vista sulle intere testate laterali, sui parapetti dei balconi, e sui prospetti, in fasce orizzontali, a segnare i vari piani, alternati a parti rivestite di blocchetti in Leca.

Edificio residenziale
Via Arena 22

1989-1991

Progetto: Studio associato G. Bentivoglio e G. Brighi

L’edificio si inserisce in un contesto complesso e delicato che alterna importanti preesistenze storiche e archeologiche a costruzioni recenti. I giochi di ombre creati da volumi e aperture e dal sapiente uso dei materiali riescono a movimentare con eleganza l’esteriorità dei quattordici alloggi, organizzati in sette piani, arricchita da lastre di cemento rinforzato con fibra di vetro che ben si alternano al rivestimento in cotto e pannelli. Nell’articolazione compositiva delle facciate entra anche il legno (abete verniciato naturale) utilizzato per infissi, chiusure finestre e plafoni dei balconi.

Mercati ittico, floricolo e palazzina servizi comuni
Via Cesare Lombroso 95

1989-1992

Progetto: Studio di Architettura EKOS, Arch. G. Veneziani & C. srl - Techint S.P.A.

L’incarico prevedeva la costruzione di due distinti corpi di fabbrica, destinati ad ospitare i nuovi mercati floricolo ed ittico, e di una palazzina a due piani assegnata a servizi e a centrali tecnologiche. La galleria del mercato ittico è coperta con travi trasversali post compresse, cassoni di luce e coppelle di collegamento intervallate da lucernari traslucidi in policarbonato. La galleria del mercato floricolo è coperta con archi trasversali in legno lamellare. 
La tamponatura delle strutture è stata realizzata in blocchetti vibrapack, successivamente tinteggiate a fasce di colore verde (floricolo), azzurro (ittico), grigio scuro (palazzina servizi).

Edificio residenziale 
Via Lomazzo 52

2008-2011

Progetto: Antonio Citterio Patricia Viel and Partners, Anna Giorgi and Partners

L’antica sede del quotidiano economico Il Sole 24 Ore è sostituita da un complesso articolato in tre corpi. Su via Lomazzo si crea un volume muto, privo di articolazioni volumetriche. Queste ultime sono però sostituite da una gabbia metallica minimale, che nasconde giardini privati e un parco lussureggiante che occupa il retro del lotto. Nella finitura degli edifici materiali diversi e contemporanei: pietre naturali si alternano a superfici intonacate, legno, pietra lavica, fibrocemento ecologico, alluminio verniciato.

Parcheggio interrato su quattro livelli piazza Sant’Ambrogio

2019

Progetto: Studio Anna Giorgi and Partners

La proposta progettuale di piazza Sant’Ambrogio prevedeva la completa pedonalizzazione dell’intera area. A partire da questo obiettivo, era necessario sgomberare il sagrato della Basilica da qualsiasi interferenza materica per consentirne la miglior fruizione visiva ed enfatizzare il recupero storico dello Stradone grazie all’aumento del verde e degli alberi. A caratterizzare il progetto, la ricerca e la sperimentazione nello studio di soluzioni tecniche e tecnologiche sempre più complesse sul versante del consolidamento verso gli edifici confinanti. Anche gli elementi tecnici dovevano dunque essere armonizzati, dando la possibilità di riordinare anche lo spazio antistante il Monumento ai Caduti e l’ingresso allo storico complesso dell’Università Cattolica.